Servizio di monitoraggio e gestione dei comparti operatori

Da oltre vent’anni il Centro Assistenza Ecologica ha sviluppato uno specifico servizio, rivolto alle aziende ospedaliere e finalizzato allo svolgimento delle attività di monitoraggio nei vari ambiti, richiamati dalle diverse normative in vigore.

La circolare n. 5/1989 del Ministero della Sanità relativa all’esposizione professionale ad anestetici in sala operatoria, prevede anzitutto dei limiti massimo per le concentrazioni dei gas anestetici negli ambienti del comportato operatorio, sia per quanto riguarda il protossido di azoto che per quanti riguarda i composti alogenati. La stessa circolare, stabilisce quali debbano essere i controlli da eseguire che oltre ai rilievi delle concentrazioni dei gas aerodispersi prevedono il controllo dei circuiti ad alta e bassa pressione dei gas al fine di individuare anche gli eventuali punti critici dai quali possono originarsi perdite dei gas.

Oltre alla circolare anzidetta va fatto riferimento alle Linee Guida ISPESL del dicembre 2009 relative agli standard di sicurezza e di igiene del lavoro nel comparto operatorio.

Il punto 3) delle Linee Guida stabilisce quelli che debbano essere i controlli da effettuare al fine di garantire gli standard individuati di sicurezza e di igiene.

In particolare le verifiche devono riguardare i seguenti aspetti:

  • CONTAMINAZIONE PARTICELLARE
  • CONT AMINAZIONE MICROBIOLOGICA DELLE SUPERFICI
  • CONTAMINAZIONE MICROBIOLOGICA DELL’ARIA
    • Contaminazione microbiologica dell’aria in condizioni At-Rest
    • Contaminazione microbiologica dell’aria in condizioni di Operational
  • INQUINAMENTO DA AGENTI ANESTETICI
  • CARATTERISTICHE MICROCLIMATICHE
  • GRADIENTI DI PRESSIONE
  • VOLUMI DI ARIA IMMESSA
    • Flusso turbolento
    • Flusso unidirezionale
  • RICAMBI DI ARIA
  • DETERMINAZIONE DEL RECOVERY TIME
  • QUALITÀ DELL’ACQUA EROGATA NEL REPARTO OPERATORIO
    • Acqua standard
    • Acque tecniche
  • DETERMINAZIONE DEL GRADO DI ILLUMINAMENTO
  • DETERMINAZIONE DEL RUMORE

sala_operatoria

Servizi Offerti:

In merito alle prescrizioni individuate sia dalla Circolare 05/1989 che dallle Linee Guida ISPESL del 2009, il Centro Assistenza Ecologica è in grado di fornire i seguenti servizi:

  • Monitoraggio delle sale operatorie per la determinazione delle concentrazioni dei gas anestetici aerodispersi, durante l’intera seduta operatoria, al fine di individuare anche eventuali procedure operative da assoggettare a interventi di miglioramento.

Monitoraggio ambientale dei gas anestetici Protossido d’Azoto e anestetico Alogenato

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

CIRC. MIN. N.5/89

LINEE GUIDA ISPESL 2009

APPARECCHIATURA

Rilevatore Fotoacustico Multi-gas IR/fotoacustica
Bruel & Kjaer type 1302

METODOLOGIA

La miscela anestetica utilizzata per la narcosi in anestesia generale è composta da protossido d’azoto, ossigeno e da un anestetico alogenato (Sevorane, Desfluorane o Isofluorano).

Il monitoraggio ambientale dei gas anestetici ha come obiettivo la valutazione dell’esposizione del personale sanitario ai gas anestetici durante l’attività lavorativa e la ricerca delle eventuali perdite dai circuiti di anestesia in alta e bassa pressione. La misura della concentrazione ambientale dei gas anestetici viene effettuata mediante rilevatore automatico che utilizza come principio di misura la spettrometria fotoacustica infrarossa.

La sonda di captazione viene posta in un raggio di circa un metro dal tavolo operatorio, ad un’altezza di circa 1,80 metri dal piano di calpestio. Nel caso in cui non vengano effettuati interventi in anestesia generale si predispone una simulazione di anestesia generale con pallone di prova.  Il monitoraggio ambientale viene preceduto dalla ricerca delle eventuali perdite dal circuito di anestesia effettuata monitorando tutto il circuito di anestesia (in alta e bassa pressione) con particolare attenzione ai punti ritenuti più critici come raccordi, vaporizzatore, sistema di evacuazione ecc..

ESPRESSIONE DEI RISULTATI

Le concentrazioni ambientali dei gas anestetici monitorati, vengono espresse in parti per milione : ppm

Nel caso in cui il gas anestetico non venga utilizzato, verrà indicato il valore corrispondente alla concentrazione ambientale di fondo misurata.

LIMITI DI RIFERIMENTO

Le Linee Guida sugli Standard di Sicurezza e di Igiene del Lavoro nei Reparti Operatori pubblicate nel dicembre 2009 propone l’adozione del principio ALARA ( As Low As Reasonably Achivable) ovvero mantenere un’esposizione professionale agli agenti anestetici entro i livelli più bassi possibili.

La concentrazione ambientale del Protossido d’azoto monitorato, viene confrontato con il limite di accettabilità indicato dalla Circolare Ministeriale n° 5 del 14/03/1989 del Ministero della Sanità che prevede:

  • N2O: 50 ppm per sale operatorie di nuova costruzione o ristrutturate (Valore T.L.V. T.W.A.)

Le concentrazioni ambientali degli Anestetici Alogenati monitorati, vengono confrontati con i limiti di accettabilità indicati dal DGR Regionale Lombardia n° 6/47077 del 17/12/1999 che prevede:

  • Alogenati: 0.5 ppm per sale operatorie di nuova costruzione o ristrutturate (Valore T.L.V. T.W.A.)
  • Controllo dei circuiti di alta e bassa pressione dei gas, compreso il sistema di ventilazione, al fine di individuare eventuali perdite del sistema che possano contribuire ad una contaminazione dell’ambiente operatorio. I controlli vengono effettuati con la stessa strumentazione utilizzata per la determinazione della concentrazioni dei gas anestetici aerodispersi.
  • Classificazione particellare delle sale operatorie per definirne la rispondenza con la classe ISO di riferimento.

Classificazione particellare della sala operatoria

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

LINEE GUIDA ISPESL 2009

UNI EN ISO Serie 14644

APPARECCHIATURA

Contatore di particelle CLIMET CI–500 EC –02

METODOLOGIA

Campionamento dell’aria mediante sonda isocinetica posizionata a circa 1 metro di altezza dal pavimento nelle posizioni e modalità operative indicate dalla norma tecnica

ESPRESSIONE DEI RISULTATI

N° particelle ≥ 0,5 mm/m3

LIMITI DI RIFERIMENTO

  • Sale operatorie servite da impianto aeraulico a flusso unidirezionale: Classe ISO 5 < 3.520/mc
  • Sale operatorie servite da impianto aeraulico a flusso turbolento: Classe ISO 7 < 352.000/mc
  • Classificazione microbiologica delle superfici mediante esecuzione di tamponi ambientali su pareti, pavimento, scialitiche, carrelli, ecc.. Il controllo viene effettuato mediante l’utilizzo di slides per campionamenti da contatto su superfici per la determinazione della Carica Batterica Totale

Classificazione microbiologica delle superfici

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

LINEE GUIDA ISPESL 2009

APPARECCHIATURA

Piastre a contatto Rodac da 24 cm2

METODOLOGIA

Campionamento con piastre da contatto (superficie di 24 cm2. Terreno di coltura  Standard Plate Count Agar) in 5 superfici diverse della sala operatoria (pareti, pavimento, tavolo madre, scialitica, letto operatorio).

I campioni vengono trasportati con idoneo sistema e consegnati al laboratorio di microbiologia. Per assicurare una crescita completa dei microrganismi le piastre vengono incubate ad una temperatura di 36 °C per 48 ore. Al termine del periodo di incubazione viene effettuato il conteggio delle UFC (Unità Formanti Colonie).

ESPRESSIONE DEI RISULTATI

Numero di Unità Formanti Colonie (UFC) su piastra

LIMITI DI RIFERIMENTO

Conforme: ≤ 5
Accettabile: 5 < UFC ≤ 15
  • Esecuzione di monitoraggi ambientali, per la valutazione del livello di contaminazione microbiologica dell’aria, sia in condizioni “At Rest” ovvero prima dell’inizio delle sedute operatorie sia in condizioni “Operational” ovvero per tutta la durata della seduta operatoria.

Validazione microbiologica della sala operatoria in condizioni di AT-REST (monitoraggio della carica microbica mesofila aerodispersa)

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

LINEE GUIDA ISPESL 2009

APPARECCHIATURA

Campionatore SAS (Saurface Air System)

METODOLOGIA

Campionamento dell’aria con SAS posizionato a circa 1 metro di altezza dal pavimento in prossimità del letto operatorio. Vengono effettuati 3 prelievi consecutivi da 200 litri di aria ciascuno, utilizzando per ogni prelievo una piastra rodac da 24 cm2 differente, contenente terreno di coltura Standard Plate Count Agar (PCA). Per assicurare una crescita completa dei microrganismi le piastre vengono incubate ad una temperatura di 36 °C per 48 ore. Al termine del periodo di incubazione viene effettuato il conteggio delle UFC (Unità Formanti Colonie).

ESPRESSIONE DEI RISULTATI

Numero di Unità Formanti Colonie (UFC) per m3 d’aria

LIMITI DI RIFERIMENTO

  • Sale operatorie servite da impianto aeraulico a flusso unidirezionale: ≤ 20 UFC/m3
  • Sale operatorie servite da impianto aeraulico a flusso turbolento: ≤  35 UFC/m3

Validazione microbiologica della sala operatoria in OPERATIONAL (monitoraggio della carica microbica mesofila aerodispersa)

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

LINEE GUIDA ISPESL 2009

APPARECCHIATURA

Campionatore SAS (Saurface Air System)

METODOLOGIA

Campionamento dell’aria con SAS posizionato a circa 1 metro di altezza dal pavimento in prossimità del letto operatorio. Vengono effettuati una serie di campionamenti aspirando 200 litri d’aria su piastra rodac di 24 cm2 contenente terreno di coltura Standard Plate Count Agar (PCA). I prelievi iniziano in coincidenza del primo taglio  dell’intervento chirurgico e proseguono con frequenza di 5/10 minuti per un periodo complessivo di monitoraggio di 60 minuti. Per assicurare una crescita completa dei microrganismi le piastre vengono incubate ad una temperatura di 36 °C per 48 ore. Al termine del periodo di incubazione viene effettuato il conteggio delle UFC (Unità Formanti Colonie).

ESPRESSIONE DEI RISULTATI

Numero di Unità Formanti Colonie (UFC) per m3 d’aria

LIMITI DI RIFERIMENTO

  • Sale operatorie servite da impianto aeraulico a flusso unidirezionale: ≤ 20 UFC/m3

  • Sale operatorie servite da impianto aeraulico a flusso turbolento: ≤  180 UFC/m3
  • Esecuzione di indagini microclimatiche per la valutazione degli indici di benessere termico all’interno delle sale operatorie.

Valutazione microclimatica e determinazione degli indici di benessere termico PMV e PPD

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

D.P.R. 14.01.1997

LINEE GUIDA ISPESL 2009

Delibera Consiglio Reg. 26 luglio 1999, n. 221 

APPARECCHIATURA

Centralina Microclimatica Babuc A (L.S.I.)

MISURA DI TUTTI I PARAMETRI MICROCLIMATICI NECESSARI ALLA VALUTAZIONE DEGLI INDICI DI BENESSERE TERMICO PMV E PPD (temperatura, temperatura radiante, velocità dell’aria, umidità relativa ecc.)

La centralina microclimatica viene posizionata durante l’attività operatoria in prossimità del campo operatorio con i sensori ad un’altezza di circa 1,5 metri dal pavimento. Dopo circa 10 minuti di condizionamento viene avviata la registrazione dei parametri microclimatici per un periodo di circa 60 minuti. Attraverso l’elaborazione dei parametri microclimatici misurati, in relazione all’isolamento termico del vestiario indossato dagli operatori ed al dispendio metabolico stimato correlato all’attività operatoria, vengono calcolati gli indici PMV (Voto Medio Previsto) e PPD (Percentuale di Insoddisfatti) necessari ad una corretta valutazione del grado di benessere termico avvertito dagli operatori.

ESPRESSIONE DEI RISULTATI

Temperatura Aria (Ta): °C
Temperatura Radiante (Tr): °C
Umidità Relativa (UR): %
Velocità dell’aria (Va): m/s
PMV: adimensionale
PPD: %

LIMITI DI RIFERIMENTO

Temperatura Aria: (20 – 24)°C
Temperatura Radiante: ± 2°C Ta
Umidità Relativa: (40 – 60)%
Velocità dell’aria: (0,05 – 0,15)m/s
PMV: ± 0,5
PPD: ≤ 10%
  • Determinazione del gradiente pressorio fra l’interno delle sale operatorie e gli ambienti limitrofi.

Misura della pressione differenziale della sala operatoria rispetto agli ambienti confinanti

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

UNI EN ISO 14644

LINEE GUIDA ISPESL 2009

APPARECCHIATURA

Manometro differenziale

METODOLOGIA

Viene assicurata la chiusura di tutte le porte e finestre della sala operatoria confinanti con gli ambienti contigui per un tempo sufficiente alla stabilizzazione delle pressioni ambientali. A questo punto per mezzo del manometro differenziale viene misurata la differenza di pressione tra  la sala operatoria e l’ambiente ad essa contigua (es. sala operatoria/presala). 

ESPRESSIONE DEI RISULTATI

Pascal (Pa)

LIMITI DI RIFERIMENTO

≥ 5 Pa

  • Determinazione dei volumi di aria immessa, sia nelle sale con circolazione turbolenta sia nelle sale con circolazione laminare e determinazione dei ricambi d’aria orari

Misura delle portate di mandata dell’aria dell’impianto VCCC e calcolo del numero di ricambi aria / ora

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

D.P.R. 14.01.1997

Delibera Consiglio Reg. 26 luglio 1999, n. 221 

LINEE GUIDA ISPESL 2009

APPARECCHIATURA

Anemometro a palette

Accubalance TSI

METODOLOGIA

Accubalance TSI:

Lo strumento viene posizionato direttamente sul diffusore di mandata dell’aria. L’aria in uscita dal diffusore viene convogliata attraverso il cono di captazione nella sezione di misura.

Anemometro a palette:

L’anemometro a palette viene posizionato ad una distanza di circa 10 cm dal filtro assoluto (se terminale) o dalla griglia di diffusione nel caso in cui i filtri assoluti non siano terminali. Vengono effettuate un numero di misurazioni secondo una griglia rappresentativa dell’intera sezione di mandata. 

ESPRESSIONE DEI RISULTATI

Le portate d’aria vengono espresse in m3/h. La portata totale d’aria immessa in sala operatoria si ottiene dalla somma delle singole portate d’aria di ciascuna sezione di mandata. Il rapporto tra la portata d’aria complessiva e la cubatura della sala operatoria esprime il numero di ricambi d’aria/ora.

LIMITI DI RIFERIMENTO

≥ 15 vol/h

  • Determinazione del recovery time.

Determinazione del Recovery Time

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

LINEE GUIDA ISPESL 2009

Serie UNI EN ISO 14644

APPARECCHIATURA

Contatore di particelle CLIMET CI–500 EC –02

METODOLOGIA

Campionamento dell’aria mediante sonda isocinetica posizionata in prossimità del letto operatorio ad una altezza di 1,5 m dal pavimento. Programmazione del campionatore in modalità “continuo” con prelievi sequenziali. Stabilizzazione del valore minimo.

Inquinamento della sala operatoria con generatore di aerosol fino al raggiungimento di una contaminazione > 100 volte il limite di classe riferita a particelle di diametro    ≥ 0,5 micron.

Calcolo del tempo di Recovery dal momento in cui la contaminazione raggiunge 100 volte il limite di classe sino al limite di classe.

ESPRESSIONE DEI RISULTATI

Minuti

LIMITI DI RIFERIMENTO

consigliato ≤ 20 minuti

  • Qualità dell’acqua erogata nel comparto operatorio

Acqua fredda

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

LINEE GUIDA ISPESL 2009

Serie UNI EN ISO 14644

APPARECCHIATURA

Termostati incubatori o PCR

METODOLOGIA

Campionamento delle acque in contenitori sterili e successiva determinazione dei microorganismi in laboratorio, mediante tecniche di analisi microbiologica

ESPRESSIONE DEI RISULTATI

Unità Formanti Colonie su predefiniti volumi di campione

LIMITI DI RIFERIMENTO

Carica Batterica totale a 22 C 100 UFC/ml
Carica Batterica totale a 37 C 20 UFC/ml
Coliformi totali 0 UFC/100ml
Pseudomonas aeruginosa 0 UFC/250ml

Acqua calda e/o tecnica per umidificazione

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

LINEE GUIDA ISPESL 2009

Serie UNI EN ISO 14644

APPARECCHIATURA

Termostati incubatori o PCR

METODOLOGIA

Campionamento delle acque in contenitori sterili e successiva determinazione dei microorganismi in laboratorio, mediante tecniche di analisi microbiologica

ESPRESSIONE DEI RISULTATI

Unità Formanti Colonie su predefiniti volumi di campione

LIMITI DI RIFERIMENTO

Legionella < 100 UFC/litro

Contatti: